Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini

I Monti Prenestini ed il  Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini

Il Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini, inaugurato nel giugno 2001 è dotato di sistemi espositivi innovativi e fortemente didattici, offrendo una visione completa dei Monti Prenestini e si propone come centro ideale per le escursioni nel territorio, attraverso una sentieristica specializzata. Le sale ospitano fedeli ricostruzioni (diorami) dei più caratteristici ambienti dei Monti Prenestini, quali: il pascolo, il prato, il bosco misto, l’acqua dolce, la grotta carsica; inoltre, sono presenti pannelli esplicativi su temi legati alla biologia, geologia e paleontologia del territorio.

Il territorio dei Monti Prenestini appartiene a due bacini idrografici del fiume Aniene a Nord-Ovest e del fiume Sacco a Sud-Est e dal punto di vista geomorfologico i Monti costituiscono una lunga catena con un’altezza media delle cime di circa 850 metri orientata in senso Nord-Sud. L’area si trova in una zona molto interessante dal punto di vista geologico, al passaggio fra le serie stratigrafiche della facies Umbro-Marchigiana (sedimenti formatisi in ambiente di mare profondo, nella parte centro-settentrionale del rilievo) e la facies Laziale-Abruzzese (sedimenti formatesi in ambiente poco profondo, nella parte meridionale del rilievo). Nell’area sommitale dei Monti emergono marne e calcari di origine marina risalenti in gran parte in gran parte all’Era Mesozoica (220 – 65 milioni di anni fa), nella parte meridionale della catena, successive emersioni ed immersioni della linea di costa hanno causato lacune stratigrafiche, ben evidenziate dalla presenza ed assenza di fossili.

Nei terreni di natura calcarea sono diffuse grotte e doline, affossamenti in cui si accumulano i prodotti argillosi derivanti dalla dissoluzione del calcare, sono queste le cosiddette terre rosse, sfruttate nell’agricoltura povera dei tempi passati. I bordi dell’area descritta, fino ad una altezza di 450 m s.l.m. É presente una coltre piroclastica proveniente dalle emissioni laviche dell’area del complesso vulcanico dei Colli Albani.

Il paesaggio vegetale è il risultato di una combinazione di fattori naturali ed antropici, il clima è di tipo mediterraneo-temperato, ma con forti variazioni locali verso punte di maggiore aridità, oppure di freschezza ed umidità legate alle specifiche situazioni locali legate all’orografia, all’esposizione, ecc. unendo a questi fattori le diverse influenze bioclimatiche (soprattutto mediterranee e balcaniche) interagenti in una zona di tensione come sono questi rilievi preappenninici, si ha una notevole diversità potenziale nelle forme vegetali viventi.

La maggior parte della superficie forestale è occupata da specie, come la Roverella miste a esemplari di Carpino nero e Acero campestre; tra le specie termofile, che occupano i versanti più caldi a quote superiori, si osservano specie come il Cerro, l’Orniello, il Nocciolo e l’Olmo; presenti anche specie tipicamente mediterranee come Fillirea e Terebinto. I suoli calcarei, caldi ed asciutti, permettono l’elevazione in quota anche di specie tipiche dell’orizzonte mediterraneo come le leccete, presenti, per esempio, sui Monti Caprini. Faggi residuali sono presenti nel versante Nord-Occidentale e si conservano a quote intorno ai 600-900 m s.l.m. In ambienti freschi ed impervi. Lungo i corsi d’acqua (torrente Fiumicino) e in corrispondenza di impluvi si incontrano Ontani neri e numerose specie di Pioppi e Salici. Il sottobosco è particolarmente ricco di Biancospino, Prugnolo, Corniolo, Sambuco, Rovo, Pungitopo, Ciclamino e alcune rare specie di orchidee; in autunno abbondano i funghi, tra cui i pregevoli Porcini.

Il castagno, uno degli ambienti forestali più ricchi di storia e natura del comprensorio, non è una specie autoctona, ma è stato importato dall’Oriente in epoca romana. Vaste porzioni di territorio risultano, inoltre, colonizzate da cespugli ed arbusti, quali, per esempio, la Ginestra comune. In alcuni prati umidi e pascoli montani sono assai rappresentate le orchidacee, quali, per esempio, l'Ophtyss oloserica e l'Orchis porpurea.

Molti animali, dai più comuni Cinghiali al più raro Ululone a ventre giallo, vivono in questi ambienti; frequenti sono Faine, Ghiri, Volpi, sulle rupi più soleggiate si possono osservare il Biacco e il Ramarro. Tenace è la sopravvivenza di predatori presenti come il Gatto selvatico, la Martora, la Donnola e molti rapaci come la Poiana, lo Sparviere e il Gheppio, e ovunque possiamo incontrare passeriformi. Per quel che riguarda l’erpetofauna si ha la diffusione, anche se puntiforme, del Cervone, del Biacco, del Colubro, della Biscia; inoltre, si possono osservare specie velenose come la Vipera.

I Monti Prenestini ospitano molte specie di mammiferi che sopravvivono, nonostante la caccia, nel loro ambiente naturale: il Tasso e l'Istrice.

La Lepre, un tempo molto diffusa, è purtroppo preda ambita da cacciatori, che continuano a minacciarne la specie. Molte sono le specie presenti anche tra gli anfibi, con popolazioni legate a particolari ambienti umidi e con la conseguente necessità di tutela assoluta, come la rara Salamandrina dagli occhiali ed il già ricordato Ululone dal ventre giallo. La ricchezza faunistica della zona è testimoniata, già in epoca passata, da fonti storiche dello Stato pontificio e dalla stessa leggenda di Sant’Eustachio sulla Mentorella, nella quale si narra di una caccia al cervo.
Il Monte Guadagnolo è il posto più ricco di flora e fauna di tutto il gruppo montuoso ed è uno dei SIC (Siti di Importanza Comunitaria) individuati dalla Regione Lazio nell’ambito del progetto BioItaly.

Dott.ssa ROSARIA OLEVANO
Dott. TIZIANO CINTI
Dott. MAURO LO CASTRO

Capranica Prenestina

Indirizzo: Piazza Aristide Frezza, 6, Capranica Prenestina, 00030 (Roma)

Come arrivare: Auto: Autostrada A1 uscita ai caselli San Cesareo o Valmontone, seguire le indicazioni per Palestrina, poi continuare in direzione Capranica Prenestina.
Autolinee CO.TRA.L: partenza dalla Stazione Anagnina (Metro A), cambio a Palestrina per Capranica. Autostrada A2 Roma-L'Aquila: uscita Tivoli, direzione Palestrina – Capranica Prenestina; uscita Castel Madama, direzione San Vito Romano – Capranica Prenestina.

Orario invernale: lunedì e martedì: chiuso, mercoledì, giovedì e venerdì 09,30-13,30 e 15,00-17,30; sabato e domenica 9,30-13,30 e 15,00-18,00.

Orario estivo: lunedì e martedì: chiuso, mercoledì, giovedì e venerdì 9,30-13,30 e 15,00-17,30; sabato e domenica 9,30-13,30 e 16,00-19,00.

biglietto di ingresso: € 3,00, ingresso gruppi scolastici € 2,50 (a persona), ingresso gruppi € 3,00 (una gratuità ogni 10 paganti), gratuito per i bambini al disotto dei 6 anni di età.

Recapiti telefonici ed eventuale fax: (Comune: 06.9584031)

Indirizzo di posta elettronica e sito internet ufficiale:
museo@comunecapranica.it
www.comunecapranica.it

Permalink • Print