18 Novembre, 2010
Sabato 20 Novembre ore 19:30 - Palazzo Barberini - Proiezione Film "Il segreto di Santa Vittoria"

L’autore americano Robert Crichton, dopo alcune esperienze letterarie non esaltanti nel suo paese, giunge in Italia e capita anche a Santa Vittoria. Qui sente raccontare delle bottiglie nascoste durante la seconda guerra mondiale sotto la collina e raccoglie informazioni: alcune veritiere, altre confuse ed errate.
Visita poi il Lazio e le Marche e poi ritorna negli Stati Uniti.
Dopo alcuni anni gli viene in mente di trarre un romanzo dall’episodio di cui aveva sentito parlare a Santa Vittoria ma, volutamente o per errore, confonde il paese di Santa Vittoria d’Alba con una certa Santa Vittoria in Mantesano nelle Marche, in provincia di Ascoli Piceno.
Qui ambienta la sua storia un po’ fantastica: si parla di una fontana a forma di tartaruga ed infatti tale fontana esiste effettivamente in quel paese.
Il romanzo, edito in Italia da Bompiani nel 1968, ottiene subito molto successo in America, tanto che da esso viene tratto un film, “Il segreto di Santa Vittoria”, del 1969, interpretato da un cast internazionale e diretto da Stanley Kramer. Il film è stato interamente girato in Italia, nel Lazio e vede la partecipazione di attori italiani e stranieri come Anna Magnani, Anthony Quinn, Virna Lisi, Renato Rascel e Giancarlo Giannini.
La pellicola non ottiene però lo stesso successo del romanzo, che comunque non rispecchia la verità storica del fatto e dell’ambiente.
Nell’estate del 1943 la situazione bellica diventa disastrosa per l’Italia e la situazione interna si fa sempre più critica. In questo contesto matura l’idea di creare un nascondiglio dove ammassare del materiale che possa venire utile alla fine della guerra.
La Cinzano è la più grande industria della zona, dà lavoro a oltre cinquecento operai e, nonostante le limitazioni portate dal conflitto, mantiene i livelli occupazionali.
I tedeschi occupano l’Italia del nord e pongono un distaccamento anche a Santa Vittoria. Nello svolgersi di tali eventi nasce il famoso “segreto” di Santa Vittoria.
Il direttore dello stabilimento, dott. Ricaldone, ha fiducia nei suoi collaboratori e in tutto il personale, sa di potersi fidare: idea un piano per mascherare agli occhi di tutti una cantina immensa con circa un milione di bottiglie, macchinari, documenti, materie prime.
Tutti nel paese sono al corrente di cosa si nasconde sotto la collina, ma nessuno parlerà.
Le entrate della cantina vengono chiuse da un muro, affumicato per confonderlo con gli altri vecchi muri, che rimarrà tale fino alla fine della guerra.
Davanti al muro passano tedeschi, repubblichini, e anche partigiani, ma nessuno si accorge del trucco. Per impedire che il “segreto” venga scoperto si è pensato a tutto: tra i filari sulla collina ci sono le prese d’aria, costruzioni in muratura che sporgono, ben visibili, dalla terra.
Anch’esse vengono mimetizzate e fatte passare come “ciabot”, capanni per gli attrezzi dei contadini.
Finita la guerra il muro viene abbattuto e ritornano alla luce più di 400 milioni di lire (di quei tempi) di valore di materie prime, prodotti finiti e macchinari che permetteranno alla Cinzano di riprendere le attività di produzione.












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