Gentili signori di AGCOM,
ci piacerebbe sapere se e quali interessi stiate perseguendo!
Ci chiediamo questo perché non capiamo a fronte di quale logica si sia concesso l'aumento del canone a Telecom Italia!
(Non giustificatevi con il parere positivo della UE … «Mi sono sentito con la Reding con una lettera».. Perché anche loro non hanno ancora ben capito il marasma Italiano e soprattutto dichiarano di non avere competenza in materia!!!
«Gentile commissario avendo chiarito che nel quadro delle direttive sulle reti di comunicazione elettronica non sussiste alcun obbligo giuridico di notifica preventiva alla Commissione… desidero assicurarle una compiuta informazione sulla deliberazione assunta oggi».)
Magari perché è stato contemporaneamente dato il via libera per il piano "Open Access" del quale i limiti ed i confini non sono proprio ben definiti?
(Infatti abbiamo già assistito a casi in cui si consente ciò che è da definire entro 90 giorni… ma ciò è una anomalia! Come firmare un contratto senza sapere le clausole che in esse saranno contenute!!!!)
Oppure perché avete aderito, personalizzandolo, ad un vecchio motto "Quello che fa bene a Telecom Italia fa bene all'Italia"? ( commento di Parisi… )
Con le nostre menti ingenue di puri utenti, anche se negli anni abbiamo ormai una idea chiara del mercato, non capiamo come queste due decisioni migliorino il nostro mercato delle comunicazioni!
Se da una parte consentite degli aumenti di "canone" ci sarebbe piaciuto, anzi sarebbe "dovuto", che si fosse anche integrato il servizio universale con nuove e più stringenti norme!
Tipo:
Inserirvi la banda larga?
Eliminare in maniera permanente i MUX?
Predisporre ogni centrale all'Unbundlig?
Abbassamento del Canone naked o abolirlo del tutto?
Copertura obbligatoria di territori in DD?
e altre ancora…
Continua…
Ngi ha condotto uno studio sull’ADSL italiana e in particolare sulla copertura reale della popolazione, secondo NGI è l’11 per cento della popolazione a non essere raggiunto dall’ADSL, secondo Telecom Italia invece questo valore scende al 4,3%.
Un valore sicuramente poco rassicurante, a chi credere non lo sappiamo, certo che secondo NGI, Telecom nel calcolare la percentuale non ha tenuto conto di alcuni utenti, anzi di molti utenti che nonostante siano collegati in una centrale coperta da ADSL non possono invece averla. Come nel caso di utenze considerate coperte, ma che in realtà a causa di un doppino sfortunato o per altri motivi, come ad esempio i tanti odiati MUX, non possono essere raggiunti dal segnale.
Secondo NGI, un ulteriore 3 per cento è coperto da ADSL ma possono raggiungere una velocità massima di 640 Kbps, che sempre secondo NGI non può essere ormai più considerata “banda larga”. In conclusione secondo quanto appena detto le utenze non raggiunte dalla “banda larga” sale al 14 per cento della popolazione, problema più grave nel nord Italia, Emilia esclusa dove a causa dell’orografia ben il 13 per cento non è raggiunto da ADSL.
Dati che evidenziano come la realtà italiana non sia poi così rosea come alcuni vorrebbero far pensare, la rete è ancora sottodimensionata in alcuni punti, anche se c’è da dare atto, in particolare alle amministrazioni pubbliche di dare un forte impulso all’estensione della banda larga, soprattutto con fondi pubblici, che stanno rendendo possibili, investimenti che sicuramente non sarebbero mai stati fatti da operatori privati.
Investimenti sicuramente necessari che però si scontrano con una situazione sicuramente difficile da gestire dal punto di vista strutturale e degli accessi, oltre che ad altre problematiche che non staremo qui a discutere.
Fonte…
La Società COGITAS affidataria della gestione della rete wireless realizzata dalla IX Comunità Montana del Lazio, ha comunicato che in data 17 ottobre, attivando il sito di Carsoli, partirà la connettività per i Comuni qui di seguito elencati:
- Mentorella con la relativa accensione dei Comuni che fanno parte della rete realizzata da Alpitel ( Poli, Casape, San Gregorio da Sassola, Ciciliano, Pisoniano, Castel Madama, Castel San Pietro Romano, Capranica Prenestina, Rocca di Cave, Palombara Sabina, Sant’Angelo Romano, Monteflavio, Montorio Romano e Nerola )
Fonte…
Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, presso la Sala Di Liegro di palazzo Valentini, ha presentato il "PianoInnovazione", un progetto dell'Amministrazione provinciale per la diffusione della Banda Larga delle reti Wi-fi e per contrastare il Digital divide.
Continua…
Dunque qualcosa si muove, qualcuno stava oramai perdendo le speranze di vedere operativa la prima rete WiMax italiana in tempi ragionevoli. Finalmente arriva una buona notizia da ARIA, conosciuta da tutti precedentemente come Ariadsl.
Il suo amministratore delegato Mario Citelli ha appena annunciato che a Ottobre, come già annunciato un po’ di tempo addietro, Aria lancerà la propria offerta banda larga basata su tecnologia WiMax. Dunque ci siamo, Aria sarà la prima a lanciare i propri servizi wireless.
Dopo i 47 milioni di euro spesi per aggiudicarsi le licenze, Aria investirà la bellezza di 300 milioni di euro per la realizzazione della sua rete che stando a quanto annunciato, a Novembre sarà disponibile in ben 14 regioni (bisognerà poi vedere effettivamente la copertura reale).
L’offerta si baserà su una 4Mbit simmetrica al costo di circa 25€ al mese. Nell’offerta sarà compreso un servizio di VoIP grazie al quale ci si potrà rendere davvero indipendenti da Telecom.
Per poter usufruire del WiMax di Aria, il provider darà in uso un particolare box ricevente che collocato sul balcone o vicino a una finestra, permetterà di agganciare il segnale WiMax.
In futuro è anche previsto l’estensione del servizio alla connettività mobile, ma al momento Aria si sta concentrando a offrire connettività “classica” con la sua rete WiMax.
A Ottobre dunque parte la rivoluzione del wireless italiano, speriamo che sia vera rivoluzione.
Fonte…
Lo ha annunciato il gruppo Linkem, vincitore delle aste WiMax nel Lazio e in altre 12 regioni: sarà cura di Alcatel Lucent sviluppare l’infrastruttura di rete per distribuire l’accesso ai servizi WiMax nella regione.
L’accordo stipulato fra le due aziende prevede la consegna della rete radio di accesso, dei router IP necessari per interfacciare il servizio e del software di gestione della rete il tutto in una soluzione chiavi in mano completa.
La rete permetterà accessi sia di tipo voce (prettamente VoIP) che di tipo dati (con accesso ad alta velocità) e dovrebbe totalmente eliminare il digital divide nella regione Lazio raggiungendo anche i piccoli centri e favorendo notevolmente l’accesso ai servizi broadband da connessioni nomadiche.
Un altro punto di forza di questa nuova infrastruttura, secondo la dichiarazione dell’ amministratore delegato di Alcatel Italia Stefano Lorenzi, è l’alta compatibilità con i dispositivi di diversi fornitori, alcuni dei quali già esistenti.
Allo stato attuale rumor non ancora ufficializzati affermano che la prima città raggiunta dalla copertura del WiMax sarà Terracina, anche se non sono ancora stati ben definiti i tempi di completamento dell’opera.
Fonte…
Prendendo spunto da questo articolo:
Sole 24 Ore
Vediamo come associazioni come la nostra, come AIIP, Assoprovider e tante altre, nonché noti guru, continuino a sostenere ipotesi che giorno per giorno si dimostrano realtà.
Continua…
Sabato 4 Febbraio 2012:
Venerdì 3 Febbraio 2012:
Mercoledì 1 Febbraio 2012: