1 Dicembre, 2011
XXXI Sagra della Mosciarella

Commentando questa nuova edizione della Sagra della Mosciarella, non posso non sottolineare principalmente lo spirito di corpo che ha caratterizzato tutti i volontari che si sono adoperati nelle varie cantine aperte quest’anno in numero veramente eccezionale, e in strada nelle rappresentazioni in costume. Un impegno importante e faticoso, ma affrontato con allegria. Un allegria che ha accolto i visitatori insieme ai piatti tipici, ai dolci e al buon vino. Senza questa allegria la festa non sarebbe festa, ma rappresenterebbe solamente un’occasione di vendita di prodotti sterile e vuota. Per questo è importante sottolineare lo spirito con cui si è affrontata la giornata! Noi da parte nostra possiamo senz’altro dire che ce l’abbiamo fatta anche questa volta; nel nostro piccolo continuiamo a fare qualcosa di buono per il nostro paese e soprattutto continuiamo a divertirci.
Perché siamo un Associazione Culturale che non perde di vista con il succedersi di manifestazioni e passeggiate varie, l’obiettivo, il traguardo da raggiungere, e cioè lo stare insieme in maniera sana, genuina, attiva. Siamo come si dice, noi dell’Associazione ma anche tantissimi altri che vivono con impegno la realtà di Capranica, cittadinanza attiva, che si propone, progetta, partecipa!
Da Piazza Aristide Frezza, dove ha sede la nostra sede… con le musiche di Caparezza, abbiamo aperto i battenti verso le 8. Alcuni erano andati a letto da poche ore, quando puntuali all’ora stabilita, davanti ad un caffè ed un cappuccino dal buon Emilio, buttavamo giù senza troppe discussioni, senza troppe esercitazioni, il nostro programma. A poco a poco la febbre della sagra…quella della domenica mattina, prendeva tutti noi, e dimenticavamo la stanchezza, i mal di pancia,il sonno arretrato, e ci buttavamo a capofitto in questa avventura che è la Sagra della Mosciarella, unica…. come tutti gli anni.
Il tempo ( in onore del nostro amico Masai ) era ormai chiaro, sarebbe stato clemente ( battuta!! ) ed il paese pronto ad accogliere le centinaia di visitatori affezionati ed occasionali. Mentre ci recavamo agli impianti sportivi a prendere lo striscione della nostra associazione, da mettere in bella mostra in piazzetta, passavamo davanti alle numerosissime bancarelle che occupavano per una distanza mai vista in passato la via di Rocca di Cave. Nemmeno nei fantastici ( per noi attempati quarantenni! ) anni 80…
Risalendo poi per le vie del paese, eccoci a dare un’occhiata alle cantine, che sempre più costituiscono il cuore di questa festa, per chi vuole scoprire la storia di Capranica, che ritrovi proprio dietro quelle porte che non hai mai visto aperte, e che si aprono solo in questa speciale occasione.
Allora timidamente entri, ed ecco magari delle scale che scendono, ed una grotta, e poi altre scale ed una stanza con gli arredi di un tempo, e tu ti immagini per un momento quelle famiglie numerose, povere eppure fiere che la abitavano tanti anni fa…
Rievocando i nostri usi e costumi, celebrando le nostre tradizioni, ci accorgiamo che sotto i vestiti e le acconciature moderne, quei volti impressi in fotografie ormai sbiadite dal tempo, te le ritrovi fianco a fianco, le incontri per le viuzze. Ecco Chissi Caetanella, e poi i Caceri, i Palletta. A proposito come non sottolineare l’ennesima vittoria al torneo di calcetto dell’intramontabile Settimio, che contro tutti gli scetticismi continua a calcare i campi a 50 anni suonati? Stessa tigna di sempre, stessa fame di vittoria di quarant’anni fa, quando ricordiamo, inaugurò il campo di calcio sulla strada di Guadagnolo!!!
Ma la Sagra della Mosciarella, come tutti gli anni, è fatta di incontri. Con gli amici che non vedi da un anno o più e che ti vengono a salutare per scambiare due chiacchiere. Legami, vita, sentimento che davanti ad un piatto di polenta e ad un bicchiere di vin brulè, si esprimono naturalmente, come si faceva una volta davanti al fuoco di un camino e due caldarroste. O con persone curiose che non conosci e che ti domandano, che vogliono sapere cosa, come, quando. E tu ti senti orgoglioso di tutta la passione che hai speso per questo ideale, sogno, utopia ,chiamatelo come vi pare,… io amore. Ecco, quando alla fine si smontano le baracche, si chiudono le cantine, si spengono le luci, tutto ci appare più limpido.
Grazie Capranica Prenestina per averci fatto tirare fuori ancora una volta, il meglio di noi…










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