30 Agosto, 2011
Il Versante Ovest
L’escursione ci vede affrontare da subito la salita del monte della Crocetta, un dislivello di 50 metri che mette a dura prova la nostra preparazione fisica. Il panorama che conosciamo molto bene dopo tante escursioni, non delude mai, e ci ripaga della fatica.
Ci riposiamo quanto basta, e riprendiamo il cammino. Superiamo la cima di Pratocollo e puntiamo verso Capranica Vecchia. Sappiamo che ci aspetterà ancora un tratto impegnativo, per superare Monte Manno, il colle che nasconde anch’esso ( come Castello Nuovo o Capranica Vecchia che dir si voglia ) tra la fitta pineta, i ruderi di una rocca medievale. Il sole è già alto nel cielo, ma tira anche una piacevole brezza che rende il compito un po’ più agevole. Prima di raggiungere Monte Manno facciamo una sosta nella pineta adiacente. Non dobbiamo avere fretta, dobbiamo trovare il ritmo giusto per affrontare nel miglior modo possibile questa calda giornata. Ci rinfreschiamo ed eccoci sulla strada provinciale per Guadagnolo, che attraversiamo per dirigerci verso Monte Rotondo, meglio conosciuto a Capranica come Colle della Caciotta…
Nell’attraversare la strada ci imbattiamo purtroppo nella maleducazione di alcuni campeggiatori della domenica, che hanno lasciato nascosti tra i cespugli, alcuni residui dei loro picnic. E’ un vero peccato che non si riesca ancora a capire che la natura è un bene da difendere e da salvaguardare, che ci riguarda tutti, perché magari i tuoi figli non potranno più godere di questi prati, se non si comprende che quello che semini oggi raccoglierai domani … Ancora con in testa questi pensieri, aggiriamo il colle ed eccoci arrivati sul versante ovest dei Monti Prenestini, quello che affaccia sull’agro romano. La vista si perde fino a Roma , anche se purtroppo c’è molta foschia ed il bellissimo panorama lo possiamo solo immaginare. Passiamo davanti ad una particolare formazione calcarea, con la roccia levigata dal vento che ci ricorda la famosa scultura dei presidenti degli Stati Uniti d’America, sul monte Rushmore ( …benedetta internet! ), ed eccoci risalire le pendici di Monte Anfagione. E’ il colle su cui svetta un’antenna televisiva, e che in questi anni è stato al centro di tante discussioni. A dispetto dell’impatto ambientale che caratterizza il luogo, ci troviamo proprio sopra la pineta che sovrasta la Strada Provinciale per Palestrina, e la sensazione è bellissima. Proseguendo la marcia intorno al monte, raggiungiamo un altro colle dal nome caratteristico Colle Perazzo Pallocca. Siamo già piuttosto avanti rispetto a Colle Anfagione; sotto di noi si apre come un ventaglio, la Valle delle Cannucceta, verdissima e rigogliosissima. E’ mezzogiorno,ed è giunta l’ora del pranzo. C’è un piacevole venticello. All’ombra, ci disponiamo immergendoci in un’atmosfera di naturale spensieratezza. La sosta si protrae per più di un’ora, tempo nel quale qualcuno approfitta per schiacciare un pisolino… Avvistiamo una poiana alta nel cielo. E’ tempo di riprendere il cammino, attraverso un passaggio suggestivo che scende a capofitto con più di 100 metri di dislivello, fino ad incrociare il sentiero che risale dalla Valle della Cannuceta al Passo dei Ladroni. Il sentiero è tutto all’ombra fino a quando non esce dal fitto della vegetazione. Risaliamo allora, un po’ accaldati, ma comunque sufficientemente in forze, il tratto più difficile, quello esposto al sole ed anche più impervio. Il gruppo è compatto. Alla fine del sentiero, di nuovo sulla strada provinciale per Guadagnolo, ci aspetta Franco con una riserva d’acqua. Ormai stiamo ritornando sui nostri passi. Eccoci di nuovo sul sentiero delle creste, ed in lontananza il paesello…
Arrivederci a Capranica Prenestina










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