2 Agosto, 2011
Resoconto escursione DA MONTE CERELLA alla MENTORELLA UN’ ESCURSIONE SUI MONTI PRENESTINI
Nonostante il numero dei partecipanti, che questa volta a differenza delle precedenti occasioni era di poche unità, è stata una bellissima giornata.
A contatto con la natura, abbiamo assaporato il sapore genuino dell’escursionismo, una pratica alla portata di tutti, che ritempra il fisico e lo spirito.
Ogni volta è inoltre l’occasione per fare conoscenza con altre persone, rinsaldare amicizie, scoprire interessi, scambiarsi esperienze.
Insomma c’è tutto un mondo intorno! Intorno ai ritmi nevrotici di tutti i giorni, in cui tutto si consuma in fretta.
Vogliamo condividere l’entusiasmo e la meraviglia che abbiamo sperimentato in questa escursione, lungo il versante settentrionale dei Monti Prenestini.
Raggiunto il pianoro della Spina Santa, dopo circa 4km di cammino, provenienti dalla cima di Monte Cerella (1199s.l.m.), dopo aver scavalcato Monte S.Vincenzo (1140 sl.m.), superato Colle Piccione e Colle Rotondo
abbiamo sostato per una breve pausa.
Davanti a noi il verde brillante dell’erba con i cavalli e le mucche che pascolano libere su quella sommità, a due passi da un cielo azzurro, in cui le nuvole lasciano filtrare di tanto in tanto un sole che riscalda, un sole di montagna…
Volgendo lo sguardo alla nostra sinistra in lontananza ecco i paesi che guardano i Monti Prenestini; ai loro piedi si riconosce facilmente Zagarolo, e poi sopra, l’abitato di S.Cesareo, con vicino Colle di Fuori e Carchitti. Ancora spostando lo sguardo verso ovest Montecompatri, Monteporzio e più in basso Colonna.
D’ora in avanti quando guarderemo verso i nostri monti, da laggiù potremo esclamare con orgoglio “Quel giorno eravamo su quella vetta!”
Ci spostiamo di un centinaio di metri, e raggiungiamo sin dove la fitta vegetazione lo permette, la punta più estrema del crinale prenestino, per vedere sotto di noi vicinissimo Castel Madama. Ecco l’autostrada dei parchi e sopra Vicovaro Mandela.
Scattiamo qualche foto, e riprendiamo il sentiero a ritroso. Dobbiamo raggiungere il crocicchio in località Tre confini.
Superiamo di nuovo il Pozzo della Neve, col suo maestoso faggio che domina il prato bellissimo ai suoi piedi, ed eccoci al bivio.
Prendiamo il sentiero che ci porterà alla Mentorella. Ormai è quasi ora di pranzo.
Lungo questo bellissimo sentiero abbiamo individuato uno spazio favorevole; posiamo i nostri zaini e ci accampiamo. Siamo allegri; Tiziano e Jefferson, mentre addentano i loro panini, improvvisano una partita a carte, qualcun altro non vede l’ora di prendere un po’ di sole.
Clemente e Maurizio condividono un plaid, e si sdraiano vicini vicini…
Billy dopo aver mangiato la sua porzione di crocchette, cerca come al solito, di strappare qualche altro bocconcino.
Si mangia sopra un soffice prato con i rami degli alberi che favoriscono una giusta ombra.
Pierina guarda preoccupata il cielo che in qualche punto si sta facendo minaccioso.
Prima di ripartire, abbiamo una proposta da fare.
Ci sarebbe la possibilità, di raggiungere la Finestra Orografica, vicino al santuario della Mentorella.
E’ un percorso un po’ impervio, con un passaggio tra le rocce in cui ci si tiene aggrappati ad una catena. Con nostra sorpresa Pierina accoglie con leggerezza la proposta quasi vantandosi di esserci già stata…
Ci guardiamo perplessi ma tutti sono d’accordo ed allora ripartiamo.
Il sentiero che conduce alla Mentorella è bellissimo.
E’ agevole, in un dolce sali e scendi che ne fa gustare tutta l’ampiezza, rigoglioso e fresco attraversa a mezza costa un bosco di faggi e poi uno di carpini.
All’improvviso dietro una curva si apre lo spettacolo dei Monti Caprini, con il costone della Mentorella, ed i paesi che vi fanno corona al di sotto, Gerano, Cerreto, Ciciliano, Sambuci.
Arriviamo al santuario.
Qui approfittiamo dell’ospitalità di Padre Adamo, per fermarci e scambiare con lui quattro chiacchiere.
Mentre ci rinfreschiamo,osservando il costone della Mentorella, Clemente non resiste al richiamo dell’avventura e propone a chi se la sente un fuori programma sul sentiero Kircher che risale lo sperone roccioso di fronte
a noi. Maurizio, Amelia e la spericolata Antonella accettano la sfida, ed i nostri eroi si lanciano nell’impresa.
Noi dopo i saluti di rito, riprendiamo il sentiero della finestra orografica, la nostra piccola scommessa.
Passando alle spalle del santuario siamo proprio sopra il paese di Pisoniano.
L’altezza è notevole. Il passaggio più delicato viene facilmente superato. In poco meno di mezz’ora siamo sull’obiettivo.
Ci immortaliamo sotto la finestra orografica, questo scherzo della natura, attraverso la quale fissiamo le immagini di questa bellissima giornata…
E per finire tutti a bere alla nuova sede dei 3Confini!!!!
P.S. Qualcuno si chiederà “ E i 4 temerari del Kircher?” Sì,hanno raggiunto la vetta. Un brivido, una scossa di adrenalina, un ‘impresa da segnare sul calendario. Un brindisi ad una prova superata ed a questa
passeggiata!










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