14 Giugno, 2011

Presentazione Progetto RI.CO.PR.I

Sabato 11 Giugno 2011 nella sala della Pro loco di Capranica Prenestina è stato presentato il progetto denominato “RI.CO.PR.I”, acronimo di “RIpristino e COnservazione PRaterie aride dell’Italia centrale e meridionale” all’interno del Programma  Life+ “Natura e Biodiversità” 2009 .

Il progetto, relativo alla conservazione di alcuni habitat  considerati prioritari dall’Unione  Europea, è stato proposto dall’Assessorato all’Agricoltura della Provincia di Roma e hanno aderito, in qualità di partner, l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, l’Amministrazione Provinciale di Potenza, l’Ente Parco Naturale Regionale di Gallipoli-Cognato (Basilicata) e la Confederazione Italiana Agricoltori della Regione Basilicata.

La Commissione Europea, nell'ambito del terzo invito a presentare proposte per il call Life+2009, ha finanziato 49 progetti italiani su un totale di 210 proposte presentate nell’ambito delle tre componenti del programma, ossia: LIFE+ Natura e biodiversità, LIFE+ Politica e governance ambientali e LIFE+ Informazione e comunicazione.
A livello europeo l'Italia si posiziona al primo posto per il più alto numero di progetti approvati.
Il progetto RICOPRI della Provincia di Roma è uno dei 15 progetti italiani della componente Natura e Biodiversità del bando LIFE selezionati e finanziati con un contributo comunitario.
Il costo complessivo del progetto ammonta a 1,509 milioni di euro ed il co-finanziamento comunitario, pari a 1,13 milioni di euro, copre il 75% dell’intero importo.

Nel territorio provinciale di Roma, in particolare, giungerà un contributo di 622 mila euro ripartito tra l’Amministrazione Provinciale e l’Università “Tor Vergata”.

Il progetto  RI.CO.PR.I., che avrà durata triennale a partire da gennaio 2011, ha come obiettivo principale il recupero e la conservazione di habitat legati alle praterie aride e contraddistinti dai codici  6210: “Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte
da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia)” e  6220: “Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea.

Habitat prioritario 6210   include un’ampia gamma di comunità prative che sono generalmente attribuite alla classe fitosociologica Festuco-Brometea. In particolare l’habitat è costituito da comunità vegetali appartenenti a due ordini all’interno della classe Festuco-Brometea: le praterie steppiche o sub-continentali (ordine Festucetalia valesiacae), in Italia presenti soprattutto nelle valli più continentali e interne delle Alpi, e le praterie delle regioni più oceaniche e sub-mediterraneee (ordine Brometalia erecti o Festuco-Brometalia), ampiamente diffuse in tutto l’Appennino.
L’habitat inoltre ospita un elevato numero di specie rare ed in pericolo, nonché varie briofite e licheni. Anche la fauna associata è notevole ed include numerose specie elencate nella Direttiva Habitat ed Uccelli. Ad esempio possono essere presenti lepidotteri di interesse comunitario come Melanargia arge, Eriogaster catax, Maculinea arion, ecc., e numerose specie ornitiche che trovano nell’habitat l’ambiente idoneo per la nidificazione o per l’alimentazione (es. Circaetus gallicus, Pernis apivorus, Falco biarmicus, Emberiza hortulana, Lanius collurio, etc).
   
In Italia l’habitat si trova prevalentemente nelle Alpi e nell’Appennino centrale, ma è presente praticamente in tutta la penisola, con la sola eccezione della Sardegna e della Sicilia. Nel Lazio l’habitat è diffuso su tutti i rilievi calcarei ed è attualmente segnalato in 34 siti. Si trova nei piani collinare, montano e alto-montano prevalentemente su substrati calcarei, calcareo-marnosi e raramente marnoso-arenacei, su versanti ad acclività variabile da modesta ad elevata, dando luogo a diverse tipologie di praterie, frequentemente a dominanza di Bromus erectus, costituite principalmente da emicriptofite, con geofite e un contingente di camefite e terofite variabile in funzione della quota e della rocciosità del substrato.
In Basilicata le fitocenosi riconducibili all’habitat prioritario *6210 si distribuiscono prevalentemente su tutti i rilievi calcarei dell’appennino e sono segnalate in 17 siti (WWF Italia, Libro Rosso degli Habitat d’Italia, 2005).
I siti prescelti, oggetto degli interventi proposti sono tra le località più rappresentative dell’habitat nel Lazio ed in Basilicata.
   
La percentuale di copertura dell’habitat all’interno dell’area di progetto è la seguente:
1) Monti Ruffi (versante sud ovest) IT6030037 (Provincia di Roma): 5%
2) Monte Guadagnolo IT6030035 (Provincia di Roma): 10%
3) Dolomiti di Pietrapertosa IT9210105 (Parco Gallipoli Cognato): 5%
   
Lo stato di conservazione dell’habitat a livello europeo è attualmente in forte pericolo, principalmente a causa del progressivo abbandono delle pratiche agro-pastorali tradizionali che hanno consentito la creazione ed il mantenimento sino ad oggi delle comunità vegetali di origine secondaria riconducibili all’habitat *6210, con una generale tendenza all’espansione degli habitat arbustivi e forestali a discapito degli habitat prativi. Inoltre, la mancanza di una gestione razionale della distribuzione e dei carichi del bestiame, causata sia dalla mancanza delle strutture necessarie (recinzioni, abbeveratoi), sia dalla generale riduzione del numero di capi, causa il continuo depauperamento e peggioramento qualitativo delle superfici a Festuco-Brometalia residue.
   
Habitat prioritario 6220* riguarda invece le
praterie xerofile a graminacee, meso- e termo-mediterranee, con cotico erboso generalmente basso, spesso a copertura discontinua, ricche in terofite a fioritura primaverile e a disseccamento estivo; si sviluppano su suoli oligotrofici e alcalini, su substrati basici, generalmente calcarei.
Le praterie steppiche dei Thero-Brachypodietea, pur all'apparenza aride ed inospitali, sono tra gli ambienti dell’area dei SIC oggetto del progetto, che presentano la maggiore diversità di comunità di piante, vertebrati e invertebrati.
Ricchissima, soprattutto in primavera, è la presenza di insetti, in particolare di lepidotteri, che attira in queste aree un numero considerevole di specie di uccelli.
   
Queste comunità, così come l’habitat 6210*, rappresentano in genere habitat semi-naturali, di origine secondaria per involuzione della vegetazione originaria a macchia o gariga a seguito di pascolamento eccessivo, incendio o decespugliamento.   
A causa della sua dipendenza dal clima mediterraneo, l'habitat è presente solo negli stati Mediterranei dell'Unione Europea (Portogallo, Spagna, Francia, Italia, Grecia, Cipro e Malta), dove si distribuisce dal livello del mare fino a medie altitudini (di solito sotto 1700-1800 m s.l.m.); dalla fascia bioclimatica termo-mediterranea a quella supra-mediterranea. All’interno del territorio europeo l’habitat è presente in 1.093 siti e si estende per 706.127 ettari, il 29.28% dei quali (206.756 ha) si localizzano nei 508 siti italiani in cui l’habitat è stato segnalato (cfr San Miguel A. 2008). L’area di distribuzione dell’habitat in Italia sono le regioni centro-meridionali e le isole.
   
Nel Lazio l’habitat è segnalato in 40 siti, prevalentemente diffusi nei piani basale e collinare. Nel contesto del territorio della regione Lazio sono state incluse in questo habitat, fra le cenosi dominate da graminacee perenni, le formazioni ad Hyparrhenia hirta e quelle ad Amphelodesmos mauritanicus.
In Basilicata l’habitat prioritario *6220 è prevalentemente diffuso nei piani basale e collinare ed è attualmente segnalato in 5 siti (WWF Italia, Libro Rosso degli Habitat d’Italia, 2005).
La percentuale di copertura dell’habitat all’interno dell’area di progetto è la seguente:
1) Monti Ruffi (versante sud ovest) IT6030037 (Provincia di Roma): 55%
2) Monte Guadagnolo IT6030035 (Provincia di Roma): 30%
3) Dolomiti di Pietrapertosa IT9210105 (Parco Gallipoli Cognato): 10%
   
Lo stato di conservazione dell’habitat nell’ambito del territorio europeo, così come quello dell’habitat *6210 e degli habitat prativi in generale, risulta minacciato dal radicale cambiamento negli ultimi decenni dei tradizionali regimi di gestione da cui tali habitat sono strettamente dipendenti. La tendenza è quindi negativa: la superficie è in calo come conseguenza dell’abbandono di tali attività (che comporta l’invasione della vegetazione boschiva, la perdita di biodiversità e l’aumento del rischio di incendio) o, viceversa della loro intensificazione (cfr. San Miguel A. 2008).
All’interno dell’area di progetto si registra, come già indicato per l’habitat *6210, una progressiva regressione sia quantitativa che funzionale-qualitativa delle praterie aride afferenti all’habitat 6220*: l’abbandono dell’attività del pascolo si manifesta in termini di perdita degli habitat steppici dei Thero-Brachypodietea a favore del bosco e le aree residuali ancora sottoposte al pascolamento si presentano frammentante e profondamente alterate dal pascolo libero non regolamentato.
   
LE AZIONI

Le azioni del progetto si svolgeranno all’interno di tre siti di importanza comunitaria (SIC), facenti parti della rete ecologica europea denominata “Natura 2000” di cui due (“SIC Monti Ruffi – versante sud-ovest” nel comune di Cerreto Laziale e “SIC Monte Guadagnalo” nel comune di Capranica Prenestina) all’interno del territorio provinciale di Roma ed uno (SIC Dolomiti di Pietrapertosa) all’interno del Parco Regionale di Gallipoli Cognato in Basilicata ed interesseranno complessivamente circa 420 ettari di habitat prioritari.

Il SIC “Monte Ruffi (versante sud ovest)” è localizzato nella porzione sud-occidentale del complesso montuoso calcareo dei Monti Ruffi e  si estende su una superficie di 579,4 ettari. La principale valenza naturalistica che ha motivato la proposizione del SIC è costituita proprio dalla diffusa presenza dell’habitat di interesse comunitario prioritario “6220* - Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea” e, con minor copertura, dell’habitat “6210 Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte di cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee)”. 
Il SIC “Monte Guadagnolo” ricade, per la maggior parte della sua estensione nel territorio del comune di Capranica Prenestina ed ha una superficie totale di 569 ettari con una altezza media di 1.033 m s.l.m.. La valenza naturalistica di Monte Guadagnolo che ne ha motivato l’istituzione di SIC risiede proprio nella presenza di tre tipologie di habitat di interesse comunitario prioritari, di cui due oggetto degli interventi proposti.
Il SIC “Dolomiti di Pietrapertosa” ricade all’interno della porzione occidentale del Parco Naturale Regionale Gallipoli-Cognato-Dolomiti Lucane, di cui ricopre solo il 4,85% della superficie totale (27.027 ettari), all’interno dei territori comunali di Pietrapertosa e di Castelmezzano, in Provincia di Potenza. La porzione del sito più rilevante dal punto di vista della conservazione biologica, sebbene meno estesa, riguarda i versanti di quota e la parte sommitale, dove si rinvengono i due habitat prativi di interesse comunitario prioritari 6220 e 6210. Le due tipologie di praterie, oggetto degli interventi proposti nel presente progetto, insieme coprono il 15% della superficie complessiva del sito.
     
Tutti questi habitat, considerati seminaturali, in quanto risultato di azioni antropiche legate al pascolo, e ben rappresentati nell’Italia centro-meridionale, sono in progressiva
regressione in seguito all’abbandono e alla cattiva gestione dell’attività di pastorizia, con conseguente espansione delle formazioni di tipo arbustivo, e per questa ragione sono
considerati in Europa tra gli ecosistemi maggiormente minacciati. In Italia si è osservata una riduzione di queste praterie del 38% dal 1970 al 2000.
Sito di Importanza Comunitaria (SIC) - Monte Guadagnolo: la prateria nel 1950
(Foto: Sito di Importanza Comunitaria (SIC) - Monte Guadagnolo: la prateria nel 1950.)
La stessa prateria nel 2010
(Foto: La stessa prateria nel 2010)
Evidente riduzione della prateria presente nel SIC Monte Guadagnolo nel Comune di Capranica Prenestina (RM), con modifiche del paesaggio agrario e perdita di biodiversità.
(Foto: Evidente riduzione della prateria presente nel SIC Monte Guadagnolo nel Comune di Capranica Prenestina (RM), con modifiche del paesaggio agrario e perdita di biodiversità.)

Particolarmente significativa è anche la drastica diminuzione del 60% delle popolazioni di farfalle associate alle praterie aride.
Per contrastare questi fenomeni il progetto prevede di realizzare diverse azioni dipendenti dalle differenti condizioni delle zone coinvolte. Per quelle con un carico di pascolo ridotto si interverrà sostanzialmente con rimozione degli arbusti, decespugliamento selettivo e riattivazione di punti d’acqua per abbeveratoi, nonché incentivando il pascolo ovino (è previsto l’acquisto di un gregge); per quelle sovraccaricate si organizzeranno piani razionali di pascolamento per assicurare un carico equilibrato.

Vladimiro Benvenuti.

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