22 Maggio, 2010

Splendori della scultura rinascimentale con un "Eolo" inedito di Michelangelo

Il bassorilievo del grande artista sarà esposto in una mostra a Palazzo Venezia

Nicoletta Castagni
Ci sarà anche Eolo o Vento marino, meraviglioso e inedito bassorilievo di Michelangelo, mai presentato prima d'ora in mostra, nella grande esposizione che dal 21 maggio al 5 settembre racconterà a Palazzo Venezia gli splendori della scultura rinascimentale. L'importante rassegna indaga un tema complesso e poco rappresentato, quello del nuovo linguaggio plastico che scaturisce a cavallo tra '400 e '500 dal genio di Donatello, Andrea Bregno e Michelangelo.
Intitolata "La forma del Rinascimento", la mostra è stata curata da Claudio Crescentini e Claudio Strinati e allestirà circa trentacinque opere, tra marmi e bronzi, molte delle quali poco note al grande pubblico. Questa di Palazzo Venezia è stata infatti una straordinaria occasione di studio, tanto da presentare un catalogo con venti saggi dei maggiori esperti internazionali della scultura della Rinascenza.
A cominciare da quello messo a punto da Stefano Panecuccia, che stabilisce l'autografia michelangiolesca per il bassorilievo fino a oggi solo attribuito. In realtà, dice Claudio Crescentino, il marmo è un'opera conosciuta agli addetti ai lavori, ma mai studiata in modo approfondito.
Fa parte della decorazione scultorea della chiesa di Santa Maria Maddalena a Capranica Prenestina, il centro a cinquanta chilometri da Roma che all'inizio del XVI secolo fu oggetto di una significativo restauro architettonico da parte del signore del luogo, Girolamo Capranica. La commissione fu affidata a Michelangelo (per la moglie di Girolamo, Marta Porcari, l'artista fiorentino aveva già realizzato il famoso Cristo risorto di Santa Maria sopra Minerva, a Roma), che per il progetto della cupoletta si ispirò a San Pietro e realizzò di propria mano alcune decorazioni. Tra cui, appunto, l'Eolo, che però, secondo l'indagine di Panecuccia, sarebbe un vento marino, un'immagine di rivivificazione ispirata ai testi della Genesi e allusiva alla rinascita del borgo grazie all'azione di Capranica. Il bassorilievo è esposto nel museo locale, ma solo con l'attribuzione al Buonarroti, come anche lo stemma con il leone (che sarà a Palazzo Venezia), questo sì solo progettato dal genio toscano e realizzato da un allievo.
Secondo le fonti consultate da Panecuccia, non ci sarebbero invece dubbi per l'Eolo o Vento marino. Lo studioso ha rinvenuto le visite pastorali in cui si facevano gli elenchi dei beni lì conservati, e, fin dal primo '600, il bassorilievo appare sempre attribuito con certezza a Michelangelo.
L'opera, realizzata nel 1520, concluderà il percorso espositivo aperto invece dai capolavori di Donatello, che influenzarono fortemente, sebbene con modalità diverse, sia Andrea Bregno sia il Buonarroti per dare vita «a un'antichità rivista in maniera moderna». Ci sarà, spiega ancora il curatore, la Testa Carafa, una monumentale testa equina, conservata all'Archeologico di Napoli, che doveva far parte di un monumento equestre commissionato a Donatello dal Cardinal Carafa. Affiancate, la testa preparatoria per il Gattamelata e un San Girolamo, due opere del periodo padovano, «tra le più vicine alla cultura romana».

Fonte…

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