30 Settembre, 2009

Switch-off Lazio, Marrazzo: "Urgente tavolo sito Monte Cavo"

30/09/09 - Il Presidente della Regione incontra le amministrazioni locali dei Castelli Romani e sollecita al Viceministro Romani la convocazione di un tavolo per affrontare la questione della delocalizzazione degli impianti in vista dello switch-off del 30 novembre 2009.

Conto alla rovescia per il passaggio alla televisione digitale e delocalizzazione delle antenne di Monte Cavo nel Comune di Rocca di Papa stabilita dal Piano territoriale regionale. Questo lo scenario dell'incontro tenutosi oggi presso la Regione tra il presidente Piero Marrazzo, il presidente della Commissione consiliare regionale al Bilancio e programmazione economica Umberto Ponzo e i sindaci, i rappresentanti delle amministrazioni locali e di associazioni e comitati di cittadini dei Castelli romani.
Nel corso dell'incontro il presidente Marrazzo ha annunciato di aver appena inviato una lettera al Viceministro allo sviluppo economico con delega alle comunicazioni, Paolo Romani, con la quale si sollecita la convocazione di un tavolo di lavoro congiunto - che, peraltro, il Ministero aveva già comunicato la disponibilità ad avviare - per affrontare nel suo complesso la questione relativa al sito di Monte Cavo. La "vetta" dei Castelli romani, sito di pregio ambientale ricompreso nell'area del Parco regionale è deturpato da trent'anni da una enorme quantità di impianti per la trasmissione del segnale televisivo analogico con i relativi problemi di inquinamento elettromagnetico.
Ora, in base al Piano territoriale di coordinamento per la localizzazione degli impianti di emittenza televisiva approvato dal Consiglio regionale il 18/9/2008 le antenne di Monte Cavo devono essere smantellate e ricollocate nel nuovo sito di Colle dello Sterparo nel territorio del Comune di Capranica Prenestina.

"Il passaggio al digitale non è in questione" ha detto il Presidente Marrazzo "e, anzi, come Regione abbiamo messo a disposizione strumenti e risorse per facilitare al massimo questa globale transizione tecnologica e far sì che nessun cittadino del Lazio ne sia penalizzato. Ma anche dal Piano territoriale regionale non si torna indietro", ha precisato Marrazzo "e resta aperta la questione non più rimandabile di Monte Cavo sulla quale è urgente un tavolo che metta insieme Governo, Regione, Provincia di Roma, le amministrazioni locali coinvolte e le società gestrici delle reti di trasmissione per dare una soluzione definitiva a un problema che tocca direttamente la salute dei cittadini e la tutela dell'ambiente della nostra regione. Questa battaglia la faccio con voi".

"L'azione con cui il presidente Marrazzo ha voluto sollecitare la soluzione del problema di Monte Cavo è estremamente positiva", ha dichiarato il Consigliere Ponzo "come anche il sostegno che Marrazzo ha voluto oggi rinnovare a tutta la comunità dei Castelli romani per risolvere un problema che è diventato un caso di portata nazionale".

Fonte…

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3 Commenti »

1 Ottobre, 2009

fabio Scrive:

Ma quindi tutte e sottolineo tutte le antenne di monte Cavo andranno nel territorio di Capranica? Non si era detto una parte?

5 Novembre, 2009

Luca Bellincioni Scrive:

Che senso ha liberare dalle antenne un luogo ormai devastato come Monte Cavo per andare a distruggere un luogo ancora integro come Colle Sterparo sui Prenestini?!?!! A livello ambientale tutto ciò non ha alcun senso. Non sarà, "forse", che la cima del Monte Cavo deve essere bonificata perché ci sono progetti immobiliari ingenti su quel sito?!!??!?
LB

18 Marzo, 2010

Luca Bellincioni Scrive:

Salve, sono Luca Bellincioni autore di Ambiente e Paesaggio 2000 (http://ambientepaesaggio2000.splinder.com/) e segretario dell'Ass. Cult. Onlus Oreas. Assieme ad altri soci, sono tornato sabato scorso - dopo un'assenza di qualche mese - a Capranica e come sempre ho fatto una bella passeggiata sulle colline lungo la strada per Guadagnolo. Ho tuttavia notato con orrore e preoccupazione che è stato installato nella zona un anemometro, mentre un secondo è situato in direzione di Rocca di Cave e del ripetitore. Sapevo di un vecchio progetto per una centrale eolica da parte del Comune di Capranica, ma non credevo che esso poi sarebbe stato perseguito sul serio, visti i vincoli che gravano su quel territorio. Ora invece mi par di capire che sia in uno stadio di progettazione piuttosto avanzato e già l'installazione del solo anemometro ha danneggiato il paesaggio e il terreno dove è stato posto. Pensiamo allora alla possibile realizzazione di un impianto così impattante e devastante come una centrale eolica industriale, con i suoi danni irreversibili all'ambiente e al paesaggio. Auspico che - tramite l'interessamento dell'opinione pubblica e del mondo degli escursionisti romani e non - tale ipotesi scellerata e demenziale possa essere bloccata sul nascere, e rimango in attesa di vostre novità, ed eventualmente di consigli su come poter contribuire alla tutela del magnifico crinale di pascoli fra Capranica e Guadagnolo: un paesaggio di rara bellezza che come sappiamo bene tutti è l'unico vero patrimonio di Capranica, su cui sarebbe oppurtuno iniziare seriamente ad investire; pensiamo alle pubblicità per le automobili che troverebbero proprio in questo scenario una location ottimale; oppure al turismo culturale legato alla vicina Capitale, che potrebbe attrarre turisti che volendo comunque visitare Roma preferiscono però pernottare non nel solito hotel ma in qualche luogo ameno nelle vicinanze; oppure infine all'ovvio turismo ambientale sempre più in sviluppo in Italia laddove si abbia investito nella tutela, nella valorizzazione e nella promozione delle risorse locali. Queste sono solo alcune delle potenzialità di un territorio straordinario, che non può essere rovinato da progetti assolutamente negativi come l'eolico industriale, soltanto perché il Comune deve far quadrare i conti. Se nei Comuni gli amministratori sperperano denaro pubblico, cosa c'entra con ciò l'ambiente naturale, che è patrimonio irriproducibile di tutti noi e di chi ci seguirà nei secoli prossimi?!?!?!??! Ma siamo pazzi?!?!? E poi ancora che qualcuno insiste che l'eolico è un'energia pulita perché non emette co2: e il consumo del territorio che l'eolico produce non è inquinamento lo stesso? Non è comunque un contributo alle emissioni di co2? Non sarebbe viceversa più intelligente effettuare opere di riforestazione in ambiti agricoli e naturali e di relegare tecnologie impattanti come l'eolico meramente in ambiti industriali? Infine: ancora c'è chi pensa che si possa aiutare l'ambiente globale devastando l'ambiente locale?!?!?! Ma si può essere più ignoranti?!!?! Cordialmente,
LB

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