10 Settembre, 2009
Commento all’escursione del 5 settembre 2009

La decisione di organizzare questo primo trekking, non è stata facile.
Ci sono stati anche fra di noi pareri discordanti e perplessità, dovuti alla difficoltà di una camminata del genere.
La distanza innanzitutto ( ben 12 km ), ma anche l’esposizione al sole di buona parte del sentiero, e non ultima il passaggio finale tra le rocce dell’altura di Guadagnolo; alla fine il confronto tra i diversi punti di vista, ci è servito per non sottovalutare gli aspetti più delicati dell’organizzazione, e allo stesso tempo per dare un impronta decisa a questa escursione, che abbiamo rivolto principalmente ai camminatori esperti.
E’ stata una scommessa, ed una sfida al possibile fallimento. Una scommessa ed una sfida che abbiamo vinto, se è vero che sabato mattina alle 7, nonostante un tempo incerto, la Piazza Pietro Baccelli ( P.zza della Pescara ) ha cominciato lentamente a riempirsi. Tutto è filato liscio sin dall’inizio, ed alle 7.36, puntualissimi, dopo l’immancabile foto di rito, i 43 temerari si sono incamminati fiduciosi e compatti verso l’ignoto! A dire il vero il primo tratto dell’escursione ha ricalcato il sentiero che lo scorso anno facemmo per raggiungere il fontanile di Fonte Vecchia, ma tra noi c’erano anche dei volti nuovi.
I signori Chamberlain soprattutto, Clive e Jackie una coppia di simpatici inglesi che vive a Palestrina, e che giunti a Castello Nuovo ( quello che molti conoscono come Capranica Vecchia ), hanno mostrato un grande interesse per la storia del posto ( raccontata dal nostro antropologo (!) ufficiale Maurizio ). Dopo la breve pausa, parlando dei nostri progetti futuri per dotare Capranica di una vera e propria rete sentieristica, ci siamo inoltrati nel bosco di conifere, impiantati con l’opera di rimboschimento tra gli anni 30 e gli anni 50 e che caratterizza ormai questa zona impervia.
Attraverso piccole radure tra i fitti alberi, abbiamo raggiunto il sentiero che scende al fontanile di Fonte Vecchia, e finalmente ci siamo concessi la vera prima sosta. Il fontanile ha suscitato la curiosità di alcuni, che volevano raggiungerlo, ma la strada da fare era ancora molta e saggiamente abbiamo rinunciato al piccolo fuori programma.
Ripreso il cammino abbiamo avvistato tre poiane, bellissime ed imponenti lassù nel cielo che oramai era ( per fortuna ) diventato azzurro! Sulla nostra direzione abbiamo raggiunto il Colle della Grotta ( Ju Colle la rotta ), dalla piccola grotta che si trova sulla sommità, ed in cui purtroppo alcuni fa, morì colpito da un fulmine, un cacciatore che vi si era riparato; sul posto una lapide messa dai suoi amici ricorda il tragico evento.
Al di là del Colle, attraverso vari sali e scendi, si arriva al limitare di un bosco di carpino nero e quercete, nella zona detta Dei Tre Confini; uno dei posti più belli dell’intero percorso.
Non per niente la nostra associazione ne porta il nome!
C’è anche un laghetto artificiale per l’abbeveraggio delle bestie che pascolano allo stato brado. Procedendo nel cammino, ci siamo inoltrati ( all’ombra: grazie Clemente! ) nella Valle Mettifoco, a ridosso della Strada Provinciale e vicina all’intricata Selva di Capranica.
E’ in questo punto, all’uscita della Valle, che avevamo programmato, con la collaborazione di Mario detto Ghirba, un punto di ristoro. Puntuale con la sua immancabile jeep anche in questa occasione, si è prestato a fornirci l’appoggio logistico, rifornendo il gruppo con acqua fresca. Lo ringraziamo pubblicamente, perché è proprio attraverso la partecipazione di Mario, di Franco, e di altri simpatizzanti, che le nostre iniziative possono continuare ad avere successo.
Alcuni nel gruppo, rinfrancati nello spirito ( e dal tempo splendido ), hanno con spavalderia commentato lo sforzo fatto fino ad allora, non disdegnando qualche battuta alla nostra organizzazione, che aveva classificato l’escursione per soli esperti! Ma il bello doveva ancora venire, ed i nostri amici camminatori se ne sarebbero accorti presto…
Superata infatti la bella zona delle Prata, cominciavamo a risalire il vecchio sentiero della Mora di Sopra, quello che conduce a Guadagnolo, e che nell’ultimo tratto passa appunto, sopra lo sperone roccioso della montagna. A dire il vero il sentiero non c’è più, e bisogna aprirsi una strada passando fra le rocce, costeggiando in alcuni punti il dirupo. Il gruppo ha potuto così saggiare la difficoltà dell’ascesa, ma godere anche di un panorama mozzafiato.
Tutti i nostri compagni di “scalata”, si sono comportati egregiamente, marciando in colonna, aiutandosi l’un l’altro nei punti più critici ( un grazie particolare in questo senso ad Alfredo e Gianluca per l’assistenza fornita )
Una parola in più và spesa per il piccolo Andrea, che ha dato prova di volontà e tenacia, dimostrando ancora una volta di essere, a dispetto dell’età anagrafica, un ragazzo in gamba; per le ragazze Olga, Beatrice ed Erica che hanno superato il tratto fra le rocce con sorprendente agilità, ed infine per il grande Marco ( mitico con la sua pelliccia!) simpaticissimo compagno di viaggio.
Arrivati in cima, a quota 1204 metri, nella limpidezza della giornata settembrina che il buon Dio ci ha regalato, abbiamo tutti ammirato l’orizzonte intorno a noi, rivolgendo i nostri sguardi ora a nord verso il Gran Sasso e gli Abruzzi, ora a sud verso Anzio ed il mare, pregustando la buona cucina che il nostro amico Enrico ci avrebbe da lì a poco fatto assaggiare.
L’Escursione è terminata infatti, come da programma al Ristorante “Da Romano” , dove ci hanno raggiunto quelli che di noi per diversi motivi, non hanno potuto partecipare alla camminata.
E’ stato un pranzo coi fiocchi; Enrico non ci ha fatto mancare nulla, mettendoci a disposizione buona parte del locale.
Non sono mancati brindisi e hurrà, mentre di tanto in tanto con la solita simpatia e disponibilità Antonio ci intratteneva col suo organetto. Poi dopo l’ultimo brindisi, ci siamo organizzati per il ritorno; quelli giunti con le macchine hanno naturalmente svolto un eccellente servizio navetta! ( grazie in particolare a Daniela che ci ha raggiunto appositamente ).
Ma colpo di scena finale alcune ragazze ( Viviana, Antonella, Daniela, Claudia, Loredana ) hanno scelto di tornare a piedi! Il buon Clemente allora si è “sacrificato” offrendosi di accompagnare le cinque ( e sottolineo cinque ) ragazze sulla via del ritorno, guidandole sul sentiero nel bosco…
Ci dicono che è stato visto arrivare in piazza verso le 8 di sera, arrancando gli ultimi passi dietro le nostre amiche, ma con lo sguardo fiero di una vera guida Masai!
Che dire, ancora una volta con pochi mezzi, ma con tanto entusiasmo e buona volontà, abbiamo passato una giornata bellissima. Crediamo che nonostante le difficoltà, stiamo facendo sempre meglio, mantenendo fede all’impegno preso all’atto della nascita della nostra associazione: il piacere di stare insieme, superare la logica dei personalismi e fare del bene al nostro paese.
Continuate a seguirci e a sostenerci!










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